FAQ

[wp_bannerize group=”banner” random=”1″ limit=”1″]

FAQ – biofeedback

1. FAQ: Che cosa è la biofeedback del segnale elettrodermico?

La biofeedback del segnale elettrodermico Il biofeedback è una terapia le cui applicazioni si basano sulla interazione tra paziente e una apparecchiatura a “specchio”,  tale da indurre nel paziente un controllo del suo comportamento.  Durante un trattamento con biofeedback elettrodermico si inietta al paziente uno stimolo elettrico a bassissima intensità e senza cessione di energia. Tale stimolo è una rimodulazione del segnale bioelettrico prelevato.

2.FAQ: Quali malattie possono essere trattate in biofeedback?

Le applicazioni del biofeedback elettrodermico sono multeplici dal trattamento delle allergie, alla modulazione dell’asse HPA nei pazienti con stress elevato. Particolarmente utile risulta il biofeeback quale aiuto per gestire l’infiammazione cronica. L’effetto terapeutico del biofeedback elettrodermico sul sistema neurovegetativo può essere impegnato in tutte le problematiche di tipo infiammatorio con o senza dolore e le malattie stress correlate.

3.FAQ: Il biofeedback  può esporre il paziente a rischi?

Il biofeedback è una tecnica non invasiva e senza cessione di energia. La stimolazione in biofeedback del segnale elettrodemico è controindicata però  per specifiche categorie di pazienti ovvero  in caso di:

  • malattia cardiaca trattata con pacemaker
  • epilessia
  • scompenso cardiovascolare
  • gravidanza

Nel rispetto delle controindicazioni indicate, il trattamento in biofeedback sviluppa un effetto naturale e privo di effetti collaterali degni di nota.

4.FAQ: La biofeedback può essere somministrata in gravidanza ?

Il biofeedback del segnale elettrodermico non può essere somministrato in gravidanza. La terapia con biofeedback del segnale elettrodermico è invece  possibile, durante l’allattamento.

5.FAQ: Perché la biofeedback è preceduta dalla visita?

Il trattamento con biofeedback del segnale elettrodermico è preceduto dalla visita medica e quando necessario da esami diagnostici strumentali o di laboratorio. La diagnosi esatta della situazione clinica del paziente è necessaria per stabilire il corretto protocollo di trattamento e quando necessario la corretta associazione con altre forme di terapia.

6.FAQ:Quali sono i requisiti  per somministrare biofeedback

Si consiglia che il biofeedback del segnale elettrodermico sia prescritto e somministrato da un medico. L’ iscrizione presso l’ Ordine dei Medici, oggi consultabile anche online, permettono una verifica semplice sull’operatore.  Il biofeedback del segnale elettrodermico non si contrappone ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale, ma stabilisce con esse una virtuosa sinergia sia in terapia, sia in prevenzione.

7.FAQ: Quanto durano i trattamenti di biofeedback 

I trattamenti in biofeedback del segnale elettrodermico si applicano in cicli di sedute. Le sedute durano a secondo i casi circa trenta minuti. Nelle malattie con dolore o disfunzione acute, le sedute possono essere ravvicinate. Generalmente però il biofeedback del segnale elettrodermico è considerato nella terapia del infiammazione cronica, la riabilitazione articolare e per le malattie stress correlate.  Per queste patologie il biofeedback del segnale elettrodermico si applica in genere due volte la settimana e i cicli di trattamento possono essere ripetuti successivamente in prevenzione.

8.FAQ: La biofeedback è utile nell’estetica ?

Il biofeedback del segnale elettrodermico è  applicato anche in estetica oltre che nel trattamento dell’infiammazione cronica e nelle malattie stress correlate.  In questo campo le applicazioni sono numerose, ma quelle generalmente più richiesta è in relazione alla riduzione della massa grassa del paziente. Il  biofeedback del segnale elettrodermico in estetica contribuisce a ridurre trattamenti maggiormente invasivi preservando la salute dei pazienti.

9.FAQ: Il biofeedback può applicato nella riabilitazione articolare?

La biofeedback del segnale elettrodermico è uno strumento considerevole nella terapia delle infiammazioni articolari e muscolari croniche. In tale contesto la biofeedback del segnale elettrodermico è importante non solo per l’analgesia, ma sopratutto per la riduzione dell’infiammazione cronica. A tal scopo è necessario un monitoraggio scansionato nel tempo in modo da predisporre biofeedback del segnale elettrodermico prima delle eventuali recidive. Il pregio del trattamento con biofeedback del segnale elettrodermico risiede proprio nel fornire uno strumento valido di prevenzione delle recidive oltre che certamente per cura delle fasi sintomatiche. Il biofeedback del segnale elettrodermico non espone il paziente a effetti secondari indesiderati e contribuisce a ridurre terapia maggiormente invasiva.

10.FAQ: Il biofeedback si associa a terapia farmacologica?

Il biofeedback del segnale elettrodermico può essere associato a terapia farmacologica o chirurgica quando la situazione clinica lo richiedesse. Quando è possibile trattare una malattia con il solo biofeedback del segnale elettrodermico, questa condotta è preferibile perché tale metodo non espone il paziente a effetti collaterali indesiderati. Nella situazione clinica, che invece richiedesse invece terapia maggiormente invasiva, il biofeedback del segnale elettrodermico è associato per migliorare i risultati e contenere il dosaggio dei farmaci, a beneficio del paziente.

11.FAQ: Il biofeedback ha un ruolo nella terapia del dolore ?

Per la gestione del dolore è utile la biofeedback del segnale elettrodermico come  terapia del dolore priva di effetti indesiderati. La terapia del dolore con biofeedback del segnale elettrodermico evidenzia deriva dal suo effetto antinfiammatorio e di contenimento della risposta emozionale.Si tratta di una metodica complessa integrata in una terapia  che associa anche altri presidi quando necessario. L’impiego di biofeedback del segnale elettrodermico è particolarmente importante per la cura delle patologie infiammatorie che provocano oltre al dolore, anche disfunzione.

12.FAQ:La biofeedback può essere associata ad una dieta?

Nella dieta è utile associare il biofeedback del segnale elettrodermico per massimizzare il risultato sulla massa grassa e sulle adiposità localizzate . Altrettanto il biofeedback del segnale elettrodermico  evidenzia migliori risultati quando a sua volta associato ad una  dieta coerente alle corrette retroazioni ormonali e carichi glicemici. La dieta  corretta rappresenta un metodo valido di preservare la salute o di recuperarla più facilmente.   La dieta più significativa da associare al biofeedback del segnale elettrodermico è la nutrizione clinica. Si tratta di un metodo  che applica la analisi della composizione corporea  per  individuare  una corretta sequenza nutrizionale personale. 

13.FAQ:Il biofeedback può essere applicato nello sport?

Il biofeedback del segnale elettrodermico è utile nel trattamento del trauma o del surmenage nello sport, come antinfiammatorio analgesico e decontratturante privo di effetti collaterali indesiderati. Il biofeedback del segnale elettrodermico ha molte applicazioni tra le quali emergono quelle connesse al recupero del paziente impegnato nello sport agonistico o amatoriale.  L’ infiammazione residuale, il dolore e la ridotta funzione sono gli esiti più comuni dopo incidente o sollecitazione eccessiva nello sport. Il recupero dello sportivo e il suo trattamento sono una delle indicazioni più frequenti per la biofeedback del segnale elettrodermico.

Dott. Fabio Elvio Farello, Biofeedback a Roma

Faq di biofeedback

Faq di biofeedback

[wp_bannerize group=”banner” random=”1″ limit=”1″]